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ADIDAS VS PUMA. UNA GUERRA FRATRICIDA

Chi di voi non conosce Adidas e Puma? Credo nessuno.
Ma sapete che i rispettivi fondatori sono due fratelli? Adolf e Rudolf Dassler.
E che Adidas deriva dall’unione del soprannome Adi con la prima parte del cognome Das?
Anche Rudolf provò a fare lo stesso tanto che Puma originariamente si chiamava Ruda (Rudolf Dassler), ma non suonava troppo bene, e allora decise di cambiare il nome in Puma.

Adolf e Rudolf alle origini lavoravano insieme, avevano avviato un’azienda di famiglia, il padre era un calzolaio ed Adi ebbe l’idea di produrre scarpe per lo sport. Il fratello aveva invece un ruolo gestionale ed era un abile venditore. Ma l’idilliaca immagine della fabbrica di scarpe gestita dai due fratelli sfumò ben presto. Tutto ebbe inizio intorno agli anni ’20 del secolo scorso nella lavanderia della madre dei Dassler in una piccola cittadina della Baviera non lontana da Norimberga chiamata Herzogenaurach…

HERZOGENAURACH: LA CITTÀ DEI COLLI PIEGATI

Adidas e Puma, la storia, le origini, le curiosità dietro i due colossi internazionali dello sport.

Due fratelli, l’aspro scontro fra i due fino alla rottura. La famiglia e l’azienda si spaccano in due, e con esse un’intera città, i suoi abitanti, i dipendenti delle fabbriche, ed un fiume, Aurach, quale barriera naturale si erge a muro di confine.

La famiglia Dassler, i fratelli Adolf e Rudolf, caratteri opposti, rivalità, competizione, sospetti e tradimenti, la piccola cittadina di Herzogenaurach, vicino a Norimberga, in Baviera, in un momento storico denso ed aspro quale quello a cavallo fra i due conflitti mondiali. /primo dopoguerra e seconda guerra.

Tutto ha inizio nel 1924 quando il minore dei fratelli Dassler, Adolf, figlio del calzolaio Christoph, decide di produrre scarpe ideate per lo sport nella lavanderia della madre Pauline, ed insieme al fratello maggiore Rudolf fonda la Gebrüder Dassler Schuhfabrik. Adolf, creativo, timido e solitario, si occupa dell’ideazione e della produzione delle calzature, mentre Rudolf dalla personalità più estroversa e pragmatica, amante della vita e delle donne, si occupa delle vendite e della parte gestionale.

E così Adolf inventa le prime scarpe da calcio con i tacchetti. E poi le prime scarpe da atletica chiodate e la loro trionfale entrata in scena alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928.

Poi arriva il successo globale, indiscusso, dorato: 1936, Olimpiadi di Berlino, Jesse Owens, quattro ori.
Si entra nella storia. E da lì non se ne esce.

Ma l’idilliaca immagine dell’azienda, fiore all’occhiello della piccola cittadina natia, frutto dell’unione fraterna inizia ben presto a sfumare dando vita a quella che sarà una guerra senza esclusione di colpi.

Una vera e propria faida che dividerà in due non solo l’azienda, i fratelli, i discendenti, ma anche i lavoratori e la stessa città. Fazioni contrapposte. Un muro. Già durante il periodo nazista i rapporti fra i due sono sempre più tesi, incrinati, gli equilibri instabili.

Scoppia la seconda Grande Guerra. Quella dei Dassler non è più una fabbrica di scarpe, ora si fabbricano armi. Resta Adolf a tenere le redini. Rudolf parte per il fronte, catturato dalle truppe statunitensi gli viene detto che è stato tradito da un membro della sua famiglia, e i sospetti di delazione nei confronti del fratello si fanno sempre più concreti. Sarebbe questa la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso. Secondo altri invece il culmine dello scontro e la rottura definitiva dipenderebbe dal tradimento della moglie di Adolf, Kathe, con il cognato Rudolf.
Quale la ciliegina sulla torta? Forse entrambe.

I fatti però non cambiano.