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Alex Zanardi – L’araba Fenice

Alex Zanardi sviluppò fin da bambino la passione per i motori, già all’età di quattordici anni costruì il suo primo kart e da li iniziò ad affinare il suo stile di guida. Nel 1985 conquistò il suo primo titolo italiano e, da lì in poi, proseguì con una formidabile serie di successi che lo portò fino in Formula 1.
Questa però non fu una esperienza positiva per lui, quindi nel 2000 tornò nuovamente a gareggiare con i kart. Purtroppo un anno più tardi dopo aver ottenuto scarsi risultati, si presentò all’appuntamento europeo del Lausitzring, dove ebbe il grave incidente che gli provocò l’istantanea amputazione di entrambi gli arti inferiori, il destro al di sotto del ginocchio, il sinistro poco sotto. La storia di quest’oggi è proprio lui a raccontarla e ci deve insegnare che nella vita bisogna saper
apprezzare le cose, anche le più piccole.”

Mi ricordo ancora – rammenta Alex – quando, un giorno che ero nel centro di riabilitazione, vidi un padre con una bimba piccola senza gambe in braccio che piangeva. Mi avvicinai e gli dissi che doveva farsi forza e che c’era comunque modo di vincere molte sfide. Molte più di quelle che lui si potesse immaginare. Lui mi ascoltò e poi mi disse: ‘Lei non ha capito. Io piango di gioia perché mia figlia ha compiuto quattro anni e oggi, finalmente, possiamo metterle le sue prime protesi che le consentiranno di camminare. Le mie sono lacrime di gioia. Aspettiamo questo giorno da quando è nata così, senza le gambe. Adesso però, mi perdoni, ma devo correre in un negozio a comprarle un paio di scarpe prima che chiudano. Sa, il dottore mi ha chiesto se le avevo portate.
Nel 2007 intraprende una nuova carriera sportiva nel paraciclismo, dove corre in handbike nelle categorie H4 e successivamente H5.
Conquista quattro medaglie d’oro ai giochi olimpici di Londra 2012 e Rio 2016, e otto titoli ai campionati mondiali su strada.