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Storia del Manifesto Campari

E’Gaspare Campari l’ inventore, tra decine di altri liquori, dell’aperitivo rosso a media gradazione alcolica che ancora oggi porta il suo nome; liquorista originario di Cassolnovo (PV) sarà protagonista di un grande sviluppo che interesserà molti mercati internazionali.

Fu però il figlio Davide a trasformare l’azienda, egli intuì che la pubblicità ha un ruolo strategico e fondamentale che può rendere il marchio e il prodotto indelebili nella mente delle persone. Decise così di commissionare ai migliori artisti emergenti dell’epoca dei cartelloni pubblicitari dove fosse ben visibile la scritta Campari definendo, in questo modo, i tre capisaldi della comunicazione Campari: un logo riconoscibile, un colore distintivo e un prodotto di qualità.

Oggi il marchio Campari celebra gli anni di passione, storia, successi e strategie comunicative che hanno portato il marchio ad affermarsi sia in ambito nazionale che internazionale. Di seguito le tappe principali che ne hanno segnato la storia passata, tracciandone quella futura.

1860 Nasce Campari

Frutto della sperimentazione di Gaspare Campari è ancora oggi prodotto con gli stessi

ingredienti e la formula è ancora segreta. Grazie alla prestigiosa e centrale posizione del
Caffè Campari in Galleria Vittorio Emanuele II (ceduto nel 1919), Campari diventa presto un aperitivo di successo e compagno degli avvenimenti sociali milanesi.

1880 – Il primo annuncio pubblicitario Campari

Il 7 gennaio del 1889 compare il primo annuncio pubblicitario di Campari sul ‘Corriere della Sera’.

Nel 1890, Mora artista e illustratore realizza i primi manifesti per pubblicizzare Campari.

Ritraggono scene della vita quotidiana di una città in fermento, Mora in questo caso, vuole rappresentare lo stile di vita cosmopolita della Belle époque.

E’ in questo periodo che gli artisti si rendono conto dell’importanza della relazione

tra arte e pubblicità, dando inizio al rapporto tra la marca, il mondo degli artisti e dei

designer.

1920 Campari e l’arte

Marcello Dudovich ,pubblicitario e pittore, firma il celebre manifesto del bacio appassionato dei due innamorati.

Molti sono gli artisti che danno il loro contributo per Campari: uno di quali è Leonetto Cappiello, pubblicitario e illustratore, che realizza una serie di manifesti tra cui il celebre  Spiritello avvolto nella buccia d’arancia, immagine ancora oggi nella memoria di molti.

Il grande artista fiorentino delle silhouette di carta ritagliata è inveceUgo Mochi, illustratore e disegnatore.

1930 Nasce Camparisoda

In questi anni la creatività di Fortunato Depero,pittore, scultore e pubblicitario, racconta Campari. Egli inventa la famosa bottiglietta a cono monodose: è il primo drink già pronto ad essere messo in vendita al mondo. Grazie alla sua praticità e innovazione, Camparisoda rivoluziona il processo produttivo dell’azienda. La nascita di Camparisoda è una rivoluzione

La nascita di Camparisoda è una rivoluzione nella produzione Campari grazie alle componenti di innovazione e funzionalità.

Fortunato Depero, Squisito al selz, 1926

Uno  degli  artisti  che  influenzò  l’ illustrazione  e  la  comunicazione  visiva  fu proprio Depero. Esso realizzò diversi manifesti pubblicitari di mostre futuriste, ruppe la frontiera tra pittura e pubblicità, rendendo queste ultime un’attività unica. È proprio dalla comunicazione che l’artista prende questo spirito giocoso e  allegro.  Nel  1919  crea  la  Casa  d’Arte  Futurista,  con  funzioni  paragonabili  a quelle di un’odierna agenzia di pubblicità. L’artista lavora infatti per diverse ditte italiane e mette a punto per Campari un’originale strategia di comunicazione.

Depero, studia il dinamismo delle forme, la rappresentazione del movimento e cerca di trovare legami con il Dadaismo e l’opera di Duchamp, ma soprattutto è interessato a modificare ogni cosa del mondo che ci circonda. Non sopporta che l’arte resti chiusa in gallerie e musei, ma vuole che abbia una sua utilità, un suo vasto mercato e soprattutto che possa entrare nella vita quotidiana di quanta più gente possibile.

Egli  stesso  disegna  la  caratteristica  bottiglia  a  forma  di  calice  rovesciato nel  1932.  L’arte  si  ispira  alla  geometria  e  al  dinamismo,  gli  stili  diventano maggiormente  distintivi.  La  comunicazione  Campari  riflette  inevitabilmente questi cambiamenti.

1950 Campari e lo sport

Negli anni ’50 tra gli artisti che illustrano il dinamismo Campari in manifesti di ispirazione sportiva si annoverano: Felice Mosca, Attilio Rossi e Giovanni Mingozzi.

Il parmigiano Nino Nanni, illustratore, inventa l’immagine della bottiglia di Campari che gira intorno alla terra come uno Sputnik.

1960 Declinazione grafica del nome Campari

Gli anni ’60 imprimono una svolta grafica significativa nella comunicazione del marchio Campari. Nel 1964 Bruno Munari, artista e designer, produce il manifesto ‘Declinazione grafica del nome Campari’.

l manifesto che Bruno Munari progetta per Campari è strettamente collegati all’apertura  della  linea  M1  di  Milano,  inaugurata  nel  novembre  1964:  è  un manifesto infatti che tiene conto di una visione mobile, ed allo stesso tempo parcellizzata,  perché,  come  afferma  lo  stesso  artista,  non  perde  “la  sua efficacia di informazione anche se è intravisto parzialmente, anche se gruppi di persone lo coprono parzialmente, anche se visto di corsa dalla vettura del metrò”.  Ma  l’ idea  forte  su  cui  si  fonda  il  progetto  è  soprattutto  quello  di  un montaggio  potenzialmente  estensibile  all’ infinito,  senza  stacchi  quindi,  in  un flusso continuo di immagini, che si concili con il sistema delle affissioni. Sulla campitura  rossa  del  fondo  ecco  stagliarsi,  scomporsi  e  ricomporsi  le  icone grafiche della scritta Campari: Munari segnala proprio l’elemento di continuità del  marchio,  ripercorrendo  attraverso  il  confronto  del  lettering  la  lunga  e prestigiosa storia pubblicitaria della azienda (come non pensare ai manifesti di  Hohenstein  e  Dudovich,  Cappiello,  Depero,  Nizzoli,  solo  per  citare  qualche  nome?). Il manifesto per Campari diventa soprattutto allora un caleidoscopico e  curioso  sguardo  sulla  città  contemporanea.  Oggi  fa  parte  dell’esposizione permanente del MoMa di New York.

1970 Campari e gli attori

Testimonial illustri del mondo del cinema sono: David Niven, Humphrey Bogart e Nino Manfredi, celebre attore italiano dell’epoca.

1980 Federico Fellini racconta Campari

I manifesti degli anni ’80 sono campagne fotografiche firmate. Il grande regista Federico Fellini, che per la prima volta in assoluto presta la suaopera alla pubblicità, firma uno spot Campari.

Franco Scepi realizza uno spot pubblicitario la cui protagonista è Kelly Le Brock, la famosa signora in rosso: ‘Campari, It’s Fantasy’.

1990 Campari è red passion

Il pittore Ugo Nespolo realizza un manifesto e uno spot pubblicitario in occasione dei mondiali di calcio che si tengono in Italia. Cambia anche l’approccio comunicativo di Campari, attraverso il concetto di red passion, utilizza toni anche trasgressivi per esprimere la propria idea di passione. Le nuove campagne sono declinate su TV e stampa esprimendo i quattro valori fondamentali del brand: passione, internazionalità, unicità e prestigio.
Verso la fine degli anni ’90 viene avviata una collaborazione con il noto regista di origine indiana
Tarsem che firma lo spot ‘Il Graffio’ la prima pubblicità che utilizza il tema dell’omosessualità femminile in Italia.