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Mackintosh: Storia dell’Impermeabile

Storia dell’Impermeabile

Dall’epoca greco romana sino alla fine del Rinascimento, gli uomini tentarono di rendere impermeabili dall’acqua i loro indumenti spalmandoli di varie sostanze quali oli vegetali, gelatine animali e cere;

Ma fu solo durante il XVIII secolo che si intensificarono i tentativi di realizzare dei soprabiti che si potessero chiamare “impermeabili” (dal latino “in-permeabilis”, che non può essere attraversato) a tutti gli effetti.

A parigi,correva l’anno 1736.

Charles Marie de La Condamine,illustre matematico e geografo francese, era appena tornato da un incarico istituzionale in America del sud mentre lasciava interdetti e perplessi ,i Signori presenti all’Accademia delle Scienze;stava infatti rivelando ,di come gli indigeni della cayenna e del brasile ,avessero trovato già un modo più razionale del solito ombrello per proteggersi dalle intemperie.

Altre notizie si aggiunsero a poco a poco.

E’ così che L’Europa incominciò ad interessarsi con attenzione  sempre crescente all’ignota sostanza che si chiama Caucciù e sull’uso che ne facevano i selvaggi dell’America latina.

Anche se solo antenate dei tessuti gommati moderni e deboli imitazioni dei lenzuoli impermeabili allora utilizzati dagli indigeni del Paranà  ,le prime Mantelline impregnate e bituminose, che scioglievano al sole come miele , apparvero nel 1815 indossate dal Duca di Wellington e le sue truppe durante la celebre battaglia di Waterloo ,battaglia in cui Napoleone fù costretto alla resa.

Erano comunque i “primi esemplari” della specie ed il loro utilizzo era circoscritto all’eterno banco di prova per qualsiasi invenzione sconcertante:l’Arte Militare.

Solo qualche anno più tardi cacciatori Inglesi tentarono l’esperimento.

Stava nascendo il genio ed astro dell’impermeabile.

CHARLES MACINTOSH,chimico scozzese ,fu il vero e proprio inventore dell’impermeabile ,così come lo intendiamo noi .

Anche se non utilizzava il caucciù(non era ancora stato inventato il metodo per vulcanizzare la gomma, ossia renderla stabile) per impermeabilizzare i suoi capi, brevettò ufficialmente un tessuto impermeabile di lana.
Nel 1824, a Glasgow, impiantò la prima fabbrica di soprabiti confezionati con quella stoffa;C.M. utilizzava qualcosa di molto simile al tessuto dei dirigibili prodotti da una ditta svizzera.

Tessuto che si presentava quindi un lattice appiccicaticcio ma che venne utilizzato subito dalle forze e guardie inglesi.

A rivoluzionare l’impermeabile fu l’invenzione dei solventi, quindi degli “stabilizzatori”.La gomma si poteva vulcanizzare.

Questa volta si,sili tessuto era davvero gommato.

Gli ufficiali dell’esercito inglese lo indossavano durante la Grande Guerra, e con gli anni si diffuse sempre più anche tra i civili d’ambo i sessi che iniziarono a portarlo anche nei giorni non di pioggia.

ben presto i suoi modelli vennero imitati in tutto il mondo. I “Macintosh divennero celebri.

Il suo esempio fu presto seguito da un altro imprenditore, Burberryche si mise a produrre impermeabili (da uomo e da donna).

Agli inizi del XX secolo scoppiò la moda del “trench-coat” (soprabito da trincea): doppio sprone alle spalle, spalline, cinturini ai polsi e al collo, grande bavero e cintura con fibbia rettangolare foderata in pelle.

 

Il motivo di questo successo di moda si deve anche, se non soprattutto, al cinematografo; come dimenticare infatti gli impermeabili strizzati sensualmente in vita indossati da Marilyn Monroe e Audrey Hepburn, quello impeccabile diMichael Caine in Ipcress e quello con  cintura allacciata in vita senza l’uso della fibbia che Humphrey Bogart sfoggiava in “Casablanca”?